Dopo la nuova flessione del PIL nel quarto trimestre 2009, l'economia italiana ha iniziato il 2010 su basi migliori. L'attività, trainata dalla domanda estera e dagli investimenti, ha registrato nel primo trimestre dell'anno un incremento dello 0,4%. Il ritmo della ripresa economica resterà tuttavia poco sostenuto. La debolezza della domanda interna è in parte compensata dall'aumento delle esportazioni, ma il Paese continua ad avvertire il peso dei problemi di competitività e di struttura economica degli scambi esteri.
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La ripresa delleconomia italiana si annuncia caotica. Il forte rimbalzo del PIL nel corso del terzo trimestre lasciava sperare una ripresa vigorosa. Ma la ricaduta del PIL a fine anno ci riporta alla realtà. La domanda interna resta debole e il deficit di competitività delleconomia italiana pesa sullesportazione. La ripresa è avviata, ma ad un ritmo più lento e più debole che nel resto della zona euro.
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LItalia ha registrato nel terzo trimestre una crescita dello 0,6% t/t. Il nostro atteggiamento resta comunque prudente e puntiamo per il 2010 su una crescita limitata allo 0,9%, con un incremento all1,1% nel 2011, con ritmi inferiori a quelli della zona euro.
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Leconomia italiana sembra ritrovare un po del suo dinamismo. Dopo il calo storico registrato nel corso del primo trimestre, il PIL reale italiano ha subito nel secondo trimestre una nuova contrazione, ma ad un ritmo nettamente più moderato. Nel 2009, la flessione del PIL dovrebbe essere pari al 5% (dopo un calo di -1% nel 2008). Nel 2010 è prevista invece una crescita dello 0,6%.
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In questo inizio danno, il calo del PIL si è accentuato, registrando la peggiore performance del dopoguerra. Secondo le ultime analisi, dalla primavera, il ritmo di contrazione dellattività economica sembra aver subito un rallentamento. Confrontata al peso dei problemi strutturali del Paese, la ripresa si annuncia lenta e fiacca. Nellattuale contesto di crisi, tutti gli sguardi sono puntati sulle finanze pubbliche italiane.
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